domenica 15 giugno 2008

giornate di pioggia e lunghe estati.

buona domenica... grigio anche da voi? fortunatamente qua è solo grigio ma, udite udite, NON piove! dopo giorni di diluvio è già molto!
visto che, terminata la ssis e aiutata dal mio carattere eremitico che non mi attira attorno folle di visitatori entusiasti ho molto tempo libero, mi dedico con fervore all'attività di lettura che sempre ha riempito le mie estati.

Vediamo un po' di condividere questi "preziosi" libri, o perlomeno, di citare quelli che sembrano avere un certo valore, poter suscitare interesse, essere eventualmente meritevoli di dibattito (si ma con chi? chi è che legge qui intorno? che legge qualcosa che non sia moccia, ovviamente).

E allora, today's book: Joachim Zelter, "La scuola dei disoccupati", isbn editore.

NO, tranqui, non è un testo di pedagogia! una materia peraltro odiosa e noiosa alquanto... trattasi di un interessante romanzo (anche breve, voleste mai cimentarvi), diciamo di fantasociologia, modello il grande mitico eccezziunale Georgino Orwell, o Huxley (che devo ancora leggere xò) o forse anche in fondo, nell'estrema serietà stilistica con cui porta avanti la sua "distopia", il tocco magico del geniale Swift che tutti costoro secondo me un po' ha influenzato. Ah, forse non avete letto le satire di S. e continuate a pensare che i Gulliver's travels siano storielle per bambini? Be', mettiamola così, sono storielle per infanti quanto lo sono i deliri di Lewis Carroll...
Il nostro J. Zelter, cmq, ci proietta in un futuro non tanto lontano, e neanche tanto impossibile, in cui la disoccupazione è un grosso, grosso problema. Ed il disoccupato, un reietto colpevole della sua situazione. Forse meritevole di una "soluzione finale"? sicuramente almeno un tentativo di correzione di questo comportamento aberrante viene fatto, e poi... be'... leggetevelo no?

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