buongiorno.
un post non dedicato alla difesa di una delle ultime istituzioni italiane quasi libere e quasi laiche (la scuola) ma dedicato alla mia bulimia letteraria, o meglio, a uno stuzzicante bocconcino cartaceo appena terminato.
Paolo Villaggio: Storia della libertà di pensiero.
una serie di ritratti di grandi pensatori rivoluzionari, ognuno a suo modo, pennellati con tocco tra il comico e l'ironico... ma un'ironia a tratti amara, e certo non fine a se stessa. Anzi, tra sorrisi e qualche risata bella rumorosa, sprazzi di riflessioni, spunti per il pensiero (si, quel pensiero che il regime italico tanto teme e cerca di cancellare dalle teste del popolo bue).
Un libro agile, non certo un mattone, piacevole, facile da leggere essendo diviso in capitoletti e quindi leggibile anche a fasi alterne...
dal mio piccolo, lo consiglio di sicuro.
domenica 28 settembre 2008
sabato 20 settembre 2008
il balletto delle cifre... PARTE II
come già nel post precedente su questo argomento, vi aggiorno sulle cifre manipolate quotidianamente dai nostri ministri e di conseguenza dall'informazione serva di questo paese.
Il Ministro Gelmini da alcuni giorni, a sostegno delle proprie posizioni, utilizza percentuali e riferimenti quantitativi o fa affermazioni che lasciano intendere di poggiare su una base quantitativa certa.
In realtà la situazione, a partire dai fondamentali, non è quella descritta dal Ministro ed è particolarmente grave che i cittadini possano formarsi le proprie convinzioni a partire da informazioni errate.
Alcuni esempi:
Il Ministro dice: “La spesa per la scuola è fuori controllo”La FLC risponde: Non è vero!In questi anni la spesa per la scuola è costantemente diminuita.I dati del MIUR dicono che negli anni '90 era il 3,9-4,0% del PIL, ora è del 2,8% del PIL.
Il Ministro dice: “Aumentano i docenti, diminuiscono i bambini”La FLC risponde: Non è vero!Dall'anno scolastico 2001/’02 fino all'anno scolastico 2007/’08 gli alunni sono costantemente cresciuti mentre i docenti sono diminuiti del 4-5% (si vedano i dati del MIUR).
Il Ministro dice: “Il 97% della spesa per la scuola è destinata agli stipendi”La FLC risponde: Non è vero!La spesa per l'istruzione è composta da 42 mld dello stato, più 10 mld di regioni ed enti locali, in totale 52 mld.Per gli stipendi del personale si spendono 40 mld circa, che su 52 mld complessivi rappresentano il 78% del totale, una percentuale inferiore al 79% che è la media europea.
Io non posso garantire per le cifre esatte. Ma per quanto io sia giovane e non sia lunga la mia esperienza tra i banchi, posso garantirvi, per la mia esperienza e per quella che conosco di amiche e colleghe + grandi, che sono molto + credibili questi numeri che quelli che spara la Ministra della Pubblica DISTRUZIONE.
ALCUNI ESEMPI.
Il numero di alunni x classe è andato aumentando - abbiamo sempre + stranieri, e sempre meno fondi per progetti di alfabetizzazione e per pagare mediatori culturali - riduzione delle ore di l seconda ingua alle medie: già in atto - riduzione dell'orario settimanale del docente sulla singola classe, x farlo lavorare in + classi e quindi tagliare i posti: già in atto, impedisce compresenze, progetti, supporto agli alunni in difficoltà (al di là del sostegno, non c'è altro!).
vi incollo qui sotto le parole che mi ha scritto un collega francese, sulla mia situazione di precaria e sulla sua.
9 classes ??!!! Je vous plains !
Moi, j'ai 3 classes (l'horaire est de 4 heures par semaine + 1 heure tous les 15 jours) et je trouve que c'est déjà beaucoup !!!
Mes collègues en langue vivante (Anglais, Espagnol) font 3 heures, ce qui leur donne un service de 6 classes en moyenne.
J'en conclus que la situation des professeurs français est meilleure que celle des italiens (mais l'Italie reste toujours un pays cher à mon coeur !).
DOMANDA FINALE: CREDETE + A ME E AL COLLEGA O ALLE BALLE DEL MINISTERO SULLE SCUOLE EUROPEE E SULLA NOSTRA?
Il Ministro Gelmini da alcuni giorni, a sostegno delle proprie posizioni, utilizza percentuali e riferimenti quantitativi o fa affermazioni che lasciano intendere di poggiare su una base quantitativa certa.
In realtà la situazione, a partire dai fondamentali, non è quella descritta dal Ministro ed è particolarmente grave che i cittadini possano formarsi le proprie convinzioni a partire da informazioni errate.
Alcuni esempi:
Il Ministro dice: “La spesa per la scuola è fuori controllo”La FLC risponde: Non è vero!In questi anni la spesa per la scuola è costantemente diminuita.I dati del MIUR dicono che negli anni '90 era il 3,9-4,0% del PIL, ora è del 2,8% del PIL.
Il Ministro dice: “Aumentano i docenti, diminuiscono i bambini”La FLC risponde: Non è vero!Dall'anno scolastico 2001/’02 fino all'anno scolastico 2007/’08 gli alunni sono costantemente cresciuti mentre i docenti sono diminuiti del 4-5% (si vedano i dati del MIUR).
Il Ministro dice: “Il 97% della spesa per la scuola è destinata agli stipendi”La FLC risponde: Non è vero!La spesa per l'istruzione è composta da 42 mld dello stato, più 10 mld di regioni ed enti locali, in totale 52 mld.Per gli stipendi del personale si spendono 40 mld circa, che su 52 mld complessivi rappresentano il 78% del totale, una percentuale inferiore al 79% che è la media europea.
Io non posso garantire per le cifre esatte. Ma per quanto io sia giovane e non sia lunga la mia esperienza tra i banchi, posso garantirvi, per la mia esperienza e per quella che conosco di amiche e colleghe + grandi, che sono molto + credibili questi numeri che quelli che spara la Ministra della Pubblica DISTRUZIONE.
ALCUNI ESEMPI.
Il numero di alunni x classe è andato aumentando - abbiamo sempre + stranieri, e sempre meno fondi per progetti di alfabetizzazione e per pagare mediatori culturali - riduzione delle ore di l seconda ingua alle medie: già in atto - riduzione dell'orario settimanale del docente sulla singola classe, x farlo lavorare in + classi e quindi tagliare i posti: già in atto, impedisce compresenze, progetti, supporto agli alunni in difficoltà (al di là del sostegno, non c'è altro!).
vi incollo qui sotto le parole che mi ha scritto un collega francese, sulla mia situazione di precaria e sulla sua.
9 classes ??!!! Je vous plains !
Moi, j'ai 3 classes (l'horaire est de 4 heures par semaine + 1 heure tous les 15 jours) et je trouve que c'est déjà beaucoup !!!
Mes collègues en langue vivante (Anglais, Espagnol) font 3 heures, ce qui leur donne un service de 6 classes en moyenne.
J'en conclus que la situation des professeurs français est meilleure que celle des italiens (mais l'Italie reste toujours un pays cher à mon coeur !).
DOMANDA FINALE: CREDETE + A ME E AL COLLEGA O ALLE BALLE DEL MINISTERO SULLE SCUOLE EUROPEE E SULLA NOSTRA?
domenica 14 settembre 2008
la vera luce è dentro di noi...
VI SEGNALO QUESTA INIZIATIVA, CHE HANNO SEGNALATO ANCHE A ME...
non so se sia affidabile ma mi pare cmq una buona idea, e almeno farà risparmiare in bolletta... se avete info da darmi sono ben accette!
Oscurità mondiale: il 17 settembre 2008 dalle 21.50 alle 22.00.
Proponiamo di spegnere tutte le luci e gli apparecchi elettronici affinchè il nostro pianeta possa 'respirare'.Se ci sarà una risposta collettiva l'energia risparmiata sarà moltissima.Solo dieci minuti e vedremo cosa succede.
Stiamo 10 minuti nell'oscurità, prendiamo una candela e semplicemente fermiamoci a guardarla mentre il nostro pianeta respira.
Ricordate che l'unione fa la forza e internet ha molta influenza, può essere qualcosa di veramente grande.
non so se sia affidabile ma mi pare cmq una buona idea, e almeno farà risparmiare in bolletta... se avete info da darmi sono ben accette!
Oscurità mondiale: il 17 settembre 2008 dalle 21.50 alle 22.00.
Proponiamo di spegnere tutte le luci e gli apparecchi elettronici affinchè il nostro pianeta possa 'respirare'.Se ci sarà una risposta collettiva l'energia risparmiata sarà moltissima.Solo dieci minuti e vedremo cosa succede.
Stiamo 10 minuti nell'oscurità, prendiamo una candela e semplicemente fermiamoci a guardarla mentre il nostro pianeta respira.
Ricordate che l'unione fa la forza e internet ha molta influenza, può essere qualcosa di veramente grande.
venerdì 12 settembre 2008
il balletto delle cifre...
buongiorno!
vi riporto questo articolo sulla scuola... e sulle balle dei ministri.
vi ricordo inoltre che quando alla tv vi propinano cifre sul rapporto insegnanti/studenti, nelle quali pare che in italia ci siano classi minuscole e sovrabbondanza di docenti, c'è da considerare il fatto che DA NOI contribuiscono alle cifre i docenti di religione, che evidentemente gli altri non anno.
talvolta, inoltre, all'estero anche gli specializzati del sostegno vengono classificati a parte, non tra i normali docenti...
le cifre possono mentire se manipolate da gente che ha già chiaro uno scopo, quello di sparare a vista sull'istruzione pubblica e laica.
MEDITATE GENTE MEDITATE!
L’OCSE non assolve la Gelmini, anzi…
La pubblicazione dell’annuale relazione dell’OCSE sull’educazione ha messo in luce lo stato preoccupante della nostra scuola. La relazione del presidente Andreas Schleicher, che ha sottolineato l’alto numero di insegnanti della scuola italiana e i loro bassi livelli stipendiali, in particolare è sembrata una conferma delle cose che il governo e il Ministro Gelmini vanno dicendo in questi giorni per giustificare lo sfoltimento delle fila del nostro corpo docente, a partire dal ritorno al maestro unico nella scuola elementare.
La scuola elementare costa ma è buona.
In proposito c’è però da dire che Schleicher, (il quale non ottenne la stessa attenzione alcuni anni fa, ai tempi della Moratti, quando dall’inchiesta PISA, trasse le conclusioni che la scuola che boccia e che separa i percorsi di studio non è una buona scuola) ha elogiato la nostra scuola elementare per i suoi buoni risultati. L’ha elogiata pur indicando che i suoi costi e il suo organico sono alti e l’orario dei suoi insegnanti inferiore a quelli europei. La sua attenzione si è semmai appuntata sulla secondaria per l’alto numero di docenti e di discipline. Ma intervenire sulla secondaria, si sa, è più complicato che intervenire sulla primaria: più indirizzi, più discipline, classi di concorso ecc. ecc. E poi lì si vorrebbe la botte piena e la moglie ubriaca, cioè al tempo stesso diplomati più specializzati (cosa che richiede più materie specifiche) e meno professori (cosa che si addice ad un insegnamento più generalista). Inoltre richiede più tempo: nuovi indirizzi diversi da quelli attuali e magari più raggruppati richiedono una mappa scolastica diversa da quella esistente e quindi un apposito lavoro delle amministrazioni regionali, provinciali, comunali da cui dipende la localizzazione delle scuole. Ecco allora perché il Ministro Gelmini, in linea con la demagogia del “tutto e presto” dei suoi colleghi di governo (e ripetendo l’errore della Moratti) ha pensato bene di volgere la sua attenzione alla scuola elementare, che è il pezzo di scuola che va meglio, che molti nel mondo ci invidiano e che proprio non andrebbe toccato.
La percentuale spesa in stipendi non è molto diversa dagli altri paesi.
In realtà poi i dati OCSE smentiscono la Gelmini proprio su uno dei suoi cavalli di battaglia: quello della spesa per gli stipendi degli insegnanti e del personale della scuola. Nei giorni scorsi, a partire dalla famigerata intervista a “Radio Anch’io” il ministro Gelmini ha sostenuto che il 97% della spesa del Ministero va in stipendi per gli insegnanti e per gli altri lavoratori della scuola. Da ciò ne ha dedotto la necessità di ridurre il numero degli insegnanti sia per ridurre la spesa in ubbidienza a Tremonti, sia, sperando con ciò di sollecitare qualche cannibalismo in categoria, per consentire che una parte di questa riduzione (al massimo un terzo!) venga riconvertita in stipendi più alti (magari secondo il cosiddetto merito). Secondo l’OCSE invece a coprire il 93,7% (non il 97%) della spesa non sono gli stipendi, ma la cosiddetta spesa corrente. Di quest’ultima gli stipendi coprono l’80,4% (cioè il 75,33% della spesa complessiva), quelli per i soli insegnanti il 64%. E il dato non è così straordinario perché è in linea con la media OCSE e con la percentuale di spesa degli altri paesi, in particolare di quelli dell’Unione Europea, visto che fanno eccezione solo Svezia, Finlandia, Slovacchia, Polonia e Repubblica Ceca.Insomma se il Ministero non investe in strutture e altri strumenti non è perché la spesa per gli stipendi è alta rispetto al resto, ma perché il resto proprio non c’è!
Ecco di seguito alcuni dati che tutti possono verificare e approfondire sul sito della OCSE.
(doppio clic sulla tabella x ingrandire).
vi riporto questo articolo sulla scuola... e sulle balle dei ministri.
vi ricordo inoltre che quando alla tv vi propinano cifre sul rapporto insegnanti/studenti, nelle quali pare che in italia ci siano classi minuscole e sovrabbondanza di docenti, c'è da considerare il fatto che DA NOI contribuiscono alle cifre i docenti di religione, che evidentemente gli altri non anno.
talvolta, inoltre, all'estero anche gli specializzati del sostegno vengono classificati a parte, non tra i normali docenti...
le cifre possono mentire se manipolate da gente che ha già chiaro uno scopo, quello di sparare a vista sull'istruzione pubblica e laica.
MEDITATE GENTE MEDITATE!
L’OCSE non assolve la Gelmini, anzi…
La pubblicazione dell’annuale relazione dell’OCSE sull’educazione ha messo in luce lo stato preoccupante della nostra scuola. La relazione del presidente Andreas Schleicher, che ha sottolineato l’alto numero di insegnanti della scuola italiana e i loro bassi livelli stipendiali, in particolare è sembrata una conferma delle cose che il governo e il Ministro Gelmini vanno dicendo in questi giorni per giustificare lo sfoltimento delle fila del nostro corpo docente, a partire dal ritorno al maestro unico nella scuola elementare.
La scuola elementare costa ma è buona.
In proposito c’è però da dire che Schleicher, (il quale non ottenne la stessa attenzione alcuni anni fa, ai tempi della Moratti, quando dall’inchiesta PISA, trasse le conclusioni che la scuola che boccia e che separa i percorsi di studio non è una buona scuola) ha elogiato la nostra scuola elementare per i suoi buoni risultati. L’ha elogiata pur indicando che i suoi costi e il suo organico sono alti e l’orario dei suoi insegnanti inferiore a quelli europei. La sua attenzione si è semmai appuntata sulla secondaria per l’alto numero di docenti e di discipline. Ma intervenire sulla secondaria, si sa, è più complicato che intervenire sulla primaria: più indirizzi, più discipline, classi di concorso ecc. ecc. E poi lì si vorrebbe la botte piena e la moglie ubriaca, cioè al tempo stesso diplomati più specializzati (cosa che richiede più materie specifiche) e meno professori (cosa che si addice ad un insegnamento più generalista). Inoltre richiede più tempo: nuovi indirizzi diversi da quelli attuali e magari più raggruppati richiedono una mappa scolastica diversa da quella esistente e quindi un apposito lavoro delle amministrazioni regionali, provinciali, comunali da cui dipende la localizzazione delle scuole. Ecco allora perché il Ministro Gelmini, in linea con la demagogia del “tutto e presto” dei suoi colleghi di governo (e ripetendo l’errore della Moratti) ha pensato bene di volgere la sua attenzione alla scuola elementare, che è il pezzo di scuola che va meglio, che molti nel mondo ci invidiano e che proprio non andrebbe toccato.
La percentuale spesa in stipendi non è molto diversa dagli altri paesi.
In realtà poi i dati OCSE smentiscono la Gelmini proprio su uno dei suoi cavalli di battaglia: quello della spesa per gli stipendi degli insegnanti e del personale della scuola. Nei giorni scorsi, a partire dalla famigerata intervista a “Radio Anch’io” il ministro Gelmini ha sostenuto che il 97% della spesa del Ministero va in stipendi per gli insegnanti e per gli altri lavoratori della scuola. Da ciò ne ha dedotto la necessità di ridurre il numero degli insegnanti sia per ridurre la spesa in ubbidienza a Tremonti, sia, sperando con ciò di sollecitare qualche cannibalismo in categoria, per consentire che una parte di questa riduzione (al massimo un terzo!) venga riconvertita in stipendi più alti (magari secondo il cosiddetto merito). Secondo l’OCSE invece a coprire il 93,7% (non il 97%) della spesa non sono gli stipendi, ma la cosiddetta spesa corrente. Di quest’ultima gli stipendi coprono l’80,4% (cioè il 75,33% della spesa complessiva), quelli per i soli insegnanti il 64%. E il dato non è così straordinario perché è in linea con la media OCSE e con la percentuale di spesa degli altri paesi, in particolare di quelli dell’Unione Europea, visto che fanno eccezione solo Svezia, Finlandia, Slovacchia, Polonia e Repubblica Ceca.Insomma se il Ministero non investe in strutture e altri strumenti non è perché la spesa per gli stipendi è alta rispetto al resto, ma perché il resto proprio non c’è!
Ecco di seguito alcuni dati che tutti possono verificare e approfondire sul sito della OCSE.
(doppio clic sulla tabella x ingrandire).
lunedì 8 settembre 2008
taglia e cuci
ecco cosa pensa L'ECONOMIST dell'affare alitalia...
pagheremo salato sulla nostra pelle...
e intanto la gelmy fa i tagli alla scuola!
http://www.economist.com/world/europe/displaystory.cfm?story_id=12056796
pagheremo salato sulla nostra pelle...
e intanto la gelmy fa i tagli alla scuola!
http://www.economist.com/world/europe/displaystory.cfm?story_id=12056796
il futuro è adesso...
buongiorno!
dopo avervi illustrato le prime conseguenze dell'azione della tanto amata marystar, ovvero: riduzione dell'orario della seconda lingua straniera alle medie, quindi non più 3 ore di inglese + 3h. di seconda lingua, ma solo 2 ore di seconda lingua (nessuna giustificazione didattica, solo mero taglio di posti), vi rallegro riportando dal blog di un collega questo allegro post sullo scenario prossimo venturo... immaginazione? forse...
mi sono permessa di mettere in evidenza i passaggi + gustosi. Signori non è fantascienza, purtroppo.
IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA
Da dantedinanni il Dom Ago 31, 2008 11:32 am
Questo è davvero un anno eccezionale. Dopo anni, ma che dico anni, decenni di sterili discussioni, il governo ha finalmente deciso di cambiare la scuola. Certo, ci sono state proteste, scene di disperazione da parte del personale docente e non docente, ma alla fine ce l'abbiamo fatta: il nostro paese ha una scuola al passo coi tempi. E i risultati si vedono.
Giungo a scuola accolta da una miriade di bandierine raffiguranti le tante fondazioni che hanno preso a cuore l'istruzione pubblica: c'è quella nota azienda di software e quella dei pelati che tanto piacciono a mio figlio. Che dire poi dei cosmetici? Finalmente entro in una sala docenti degna di questo nome: pulita, piena di coloratissimi manifesti, moderna.
I docenti sono tutti sorridenti, consapevoli della missione che devono portare avanti. Certo, siamo molti meno dell'anno scorso: soprattutto non ci sono più quei precari che ogni anno venivano a cercar l'elemosina nella nostra scuola, sempre a lamentarsi. Certo, la loro fine ha comportato dei costi, ma in fondo non è male avere a che fare con classi di 35 persone, di potermi finalmente confrontare con un numero così grande di studenti, tutti uguali, con il grembiulino, e opportunamente terrorizzate dalla prospettiva di ripetere l'anno con un bel sette in condotta sulla pagella.In classe non ci sono più scritte sui muri: come in aula prof, tutto è al suo posto, sebbene si noti un certo affollamento. Un docente, che probabilmente non ha capito bene che i bei vecchi tempi (per lui) sono finiti, mi fa notare che potrebbero esserci gli estremi per una denuncia. Mi parla della 626 e di altre leggi comuniste, ma è isolato, ridicolo, con quella barba, quegli occhiali, quell'antica giacca che sa tanto di sessantotto ...
La prima ora è offerta dall'azienda di cosmetici. Le ragazze ascoltano con attenzione lo spot trasmesso su splendidi video al plasma attaccati alla parete. Finita la pubblicità si discute sull'efficacia di un certo tipo di crema anti brufoli, una vera e propria peste bubbonica per adolescenti come loro.Si passa alla lezione canonica, che grazie alla riforma non dura più di una mezz'oretta. Siamo in Lombardia e ho il privilegio di insegnare: "lingua e letteratura lombarda". Sono emozionatissima. Purtroppo una parte della classe, decisamente minoritaria, disdegna questa nuova materia, ma con l'arma del sette in condotta sono in grado, ora, di riportarli alla ragione.
Finisce l'ora. Passo nella classe accanto, una prima. Ci saranno almeno quaranta studenti, tutti con addosso quei bei grembiulini firmati, gli stessi che ho comprato per mio figlio. Anche qui la lezione viene preceduta da uno spot, questa volta dell'azienda di pelati.
Si discute quindi della dieta mediterranea e della necessità, soprattutto per le ragazze, di mantenere la linea, in quanto - come si sa - per sfondare in questa jungla bisogna sempre mostrarsi carine e disponibili.
La lezione viene interrotta una seconda volta da una circolare del Consiglio di Amministrazione. Faccio notare come a portare il foglio non sia il solito bidello meridionale con gli zoccoli ai piedi, ma una specie di steward giovane, bello e sorridente: lui conferma. Lavorava all'Alitalia. Per fortuna gli esuberi gli hanno consentito di spendere le sue competenze in questa scuola. E' quasi un piacere fare una pausa del genere.
La nota del Consiglio di Amministrazione dice che per il pomeriggio è prevista una convention di alcune aziende locali, con vendita di prodotti al dettaglio. Siamo tutti invitati, compresi i genitori. E' la prima di una lunga serie di iniziative che la scuola ha messo a punto per interagire con le forze economiche del territorio.
L'intervallo è - come dicono i miei studenti - uno sballo. Ci sono gazebo dove si vendono a prezzi stracciatissimi popcorn e hamburger, patatine e coca cola. Il tutto condito con una musica di sottofondo che fa sentire gli studenti davvero a casa loro. E poi, non più quei dieci minuti che sembran dieci secondi, ma mezz'ora di pausa!
L'ora successiva è a disposizione. Ne approfitto per attaccare sul mio armadietto il calendario che il ministero dell'istruzione ha regalato a tutti noi docenti, con le foto delle più belle le ministre del governo, davvero tutte affascinanti.
Incontro il Dirigente Scolastico: bellissimo, gentilissimo, non quei pachidermi cha affollavano la scuola italiana fino all'anno scorso. "Noi abbiamo una missione", mi dice con voce suadente. "Dobbiamo formare la classe dirigente di domani". Parliamo della scomparsa del precariato, delle lotte dell'anno passato, degli scioperi. "Brutta gente, brutto periodo. Ma per fortuna tutto è finito. Ora possiamo lavorare senza problemi!".
La giornata volge al termini e all'uscita veniamo accolti da giovani ragazze pon pon che offrono gratuitamente bibite a tutti, docenti e bidelli compresi. Vado a casa davvero soddisfatta. Il pomeriggio mi telefona il coordinatore di materia, il quale, non trovando più un importante documento in tutto quell'ordine, mi invita a raggiungerlo per dargli una mano. Poco male. Abito vicino.
La sera, prima di coricarmi, mi chiama il preside, il quale mi invita ad una cena con alcuni componenti del Consiglio di Amministrazione. Non esito un attimo, sebbene mio marito sia un po' contrariato. Ma la carriera è carriera!
Alla cena un consigliere ci prova. So benissimo che il mio futuro lavorativo dipende dal giudizio positivo del Consiglio e dunque sorrido anche se vorrei scappare.
La mattina dopo mi alzo m non ho il coraggio di guardare in faccia il mio compagno né la mia allo specchio. Arrivo a scuola un po' in ritado e tutti mi guardano male. Non sorrido più, non ho la forza.
Entro in classe e comincio a fare lezione. Improvvisamente dai video sui muri parte una musica assordante. Mi ero dimenticata degli spot. Divento viola dalla rabbia. Gli studenti non capiscono.
La ripresa della lezione è difficile e quando un ragazzo, nel tentativo di raggiungere la porta per andare ai servizi, inciampa sullo zaino di un suo compagno rovinando su un altro, esplodo: "BASTA!". Non ce l'ho con loro, ma certo che la classe è poco sicura. Cosa potrebbe succedere in caso di incendio, mi chiedo? Mentre riprendo la lezione, non posso fare a meno di pensare alle e parole del collega comunista, di quegli strani termini: 626, sicurezza, diritti ...
Esco più stanca e depressa di quando sono entrata. Anche nell'altra classe devo aspettare tre minuti prima che lo spot cessi di trapanarmi le orecchie. Non ce la faccio più.
L'intervallo è un incubo. La musica è più alta del solito e l'odore di olio fritto riciclato mi fa venire il vomito. Esco per fumarmi una sigaretta da sola ma subito vengo abbordata da una ragazza pon pon che mi offre tutta una serie di cosmetici per la pelle. Forse faccio davvero schifo. Le ultime ore sono un incubo. Un bidello che sembra uscito da una sfilata di moda entra sorridendo per annunciare il ballo di inizio anno: "siete tutti invitati. Naturalmente anche lei, professoressa!".
Mi sento male. Chiedo scusa ai ragazzi e vado in Segreteria a chiedere di potere uscire un'ora prima. "Sta scherzando? Lei è tenuta a stare in classe, costi quel che costi. Se se ne va non solo non le paghiamo l'intera giornata, ma mette a rischio anche la sua carriera in questo istituto".
Sbatto il registro sulla scrivania e me ne vado ... a testa bassa, tra una miriade di giovani e giovanissimi che all'uscita mi offrono ogni ben di dio. Mi metto a letto e ripenso agli anni passati, ai tanti colleghi che ho perso, alle classi di 20 studenti, alla mia materia che non c'è più, ai vecchi e noiosissimi collegi docenti che hanno abolito, al preside terrone, ai bidelli con gli zoccoli, alla puzza di muffa della sala professori, ai precari casinisti. Che bello ...Mi addormento ... Improvvisamente una mano calda si posa sulla mia guancia. Mi alzo di scatto, pensando a quanto successo la sera prima, alla cena con i consiglieri. Ma la mano è quella di mio marito. Facciamo l'amore tutta la notte. Domani è un altro giorno ... e non sarò più a scuola.
giovedì 4 settembre 2008
conseguenze...
non bisognerebbe mai agire ignorando le conseguenze, ce l'hanno insegnato da piccoli (a noi, alle nuove generazioni di bulli nessun genitore ha mai insegnato niente, modello individualismo sfrenato e gli altri si arrangino...).
ecco alcune conseguenze delle azioni della mia grande amica, nonchè mio modello di vita e spirito guida, l'eroina marystar gelmy.
partiamo dall'inizio e spieghiamo bene le cose:
allora, alla scuola media (nome ufficiale è scuola secondaria di I grado, l'ha cambiato la moratti, ma diciamo media x capirci) si fanno 2 lingue straniere, GRAZIE ALLE NORMATIVE EUROPEE, ALTRIMENTI SAREMMO MESSI PEGGIO. Prima lingua inglese, ci mancherebbe, bisogna studiarlo e conoscerlo... seconda lingua francese, tedesco, o spagnolo. 3 ore settimanali di inglese, x la seconda lingua, le 2 ore ufficiali erano state da moltissime scuole elevate a 3 con progetti di bilinguismo.
Erano, xchè da quest'anno grazie ai tagli ai fondi non è + così. 2 ore per tutti e pedalare...
marystar, per tagliare le cattedre ed eliminare docenti e quindi stipendi, decide che non è possibile questo! non si può fare il bilinguismo! basta con le 3 ore di seconda lingua straniera! ma scherziamo? vogliamo mica rischiare di combattere l'ignoranza!? in tempi dove un'ora di scuola in + significa un'ora in + x molti ragazzi lontano dalla tv o peggio dalla strada, un'ora in + di socializzazione, un'ora in + di fronte ad un modello alternativo a quello "culi tette e calcio" propinato da tv e giornaletti... un'ora in + x conoscere meglio, anche se con la semplicità di una scuola media, un'altra lingua e quindi altri paesi europei e non solo, altre realtà, insomma, un'ora x educare la mente!!! marystar decide che è meglio privare di quest'opportunità i ragazzi.
che dite si comenta da sè?
ecco alcune conseguenze delle azioni della mia grande amica, nonchè mio modello di vita e spirito guida, l'eroina marystar gelmy.
partiamo dall'inizio e spieghiamo bene le cose:
allora, alla scuola media (nome ufficiale è scuola secondaria di I grado, l'ha cambiato la moratti, ma diciamo media x capirci) si fanno 2 lingue straniere, GRAZIE ALLE NORMATIVE EUROPEE, ALTRIMENTI SAREMMO MESSI PEGGIO. Prima lingua inglese, ci mancherebbe, bisogna studiarlo e conoscerlo... seconda lingua francese, tedesco, o spagnolo. 3 ore settimanali di inglese, x la seconda lingua, le 2 ore ufficiali erano state da moltissime scuole elevate a 3 con progetti di bilinguismo.
Erano, xchè da quest'anno grazie ai tagli ai fondi non è + così. 2 ore per tutti e pedalare...
marystar, per tagliare le cattedre ed eliminare docenti e quindi stipendi, decide che non è possibile questo! non si può fare il bilinguismo! basta con le 3 ore di seconda lingua straniera! ma scherziamo? vogliamo mica rischiare di combattere l'ignoranza!? in tempi dove un'ora di scuola in + significa un'ora in + x molti ragazzi lontano dalla tv o peggio dalla strada, un'ora in + di socializzazione, un'ora in + di fronte ad un modello alternativo a quello "culi tette e calcio" propinato da tv e giornaletti... un'ora in + x conoscere meglio, anche se con la semplicità di una scuola media, un'altra lingua e quindi altri paesi europei e non solo, altre realtà, insomma, un'ora x educare la mente!!! marystar decide che è meglio privare di quest'opportunità i ragazzi.
che dite si comenta da sè?
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