giovedì 24 luglio 2008

voyage au bout de la nuit

un post che ho letto in giro mi ha movimentato un po' di riflessioni.

il "viaggio" è un concetto legato all'individuo, non oggettivo. Non è la distanza o la destinazione, o la compagnia, o la solitudine, a dire cosa è viaggio e cosa è un'altra forma di spostamento.
Di certo il "viaggio" non è equivalente al mero spostamento fisico, richiede una certa predisposizione mentale e la capacità di staccarsi dai propri cortocircuiti mentali, altrimenti è una fuga dai propri demoni irrevocabilmente destinata a fallire, perchè ognuno porta ovunque con sè le proprie ossessioni. Se non è capaci di scacciare gli spettri che infestano la mente, inutile tentare di seminarli scappando... al massimo si riuscirà a depistarli per qualche breve momento.

In ogni caso, e proprio perchè di condizione non esclusivamente materiale ma soprattutto mentale si tratta, non è necessariamente impossibile viaggiare anche senza spostarsi. Pare ci riuscissero soprattutto nel passato, adesso le menti sono forse troppo deboli.

Emily Dickinson ha scritto questa poesia (che ho trovato in un'antologia, non leggo poesia di solito, non voglio darmi arie da intelletuale).

Non esiste un vascello veloce come un libro
per portarci in terre lontane
nè corsieri come una pagina
di poesia che si impenna -
qusta traversata
può farla anche il povero
senza oppressione di pedaggio -
tanto è frugale
il carro dell'anima.

p.s.
x favore vorrei fosse chiaro che il discorso precedente non ha legami con la solita banalità de: "ah, il viaggiatore sì che è bravo, il turista è un poveretto", un luogo comune non condivisibile inventato da qualche snob. Ben venga il turista, che magari maturerà durante l'incontro col luogo, e non ha la falsa certezza di capire tutto ciò che vede come certi "viaggiatori".

martedì 15 luglio 2008

flora e fauna

noè nella sua arca dovette salvare una coppia per ogni tipo d'animale (o così dice la leggenda).
mi chiedo se fosse nel progetto divino (ammesso che si possa parlare di progetto, e in questo caso, vorrei sapere come si possa definirlo divino) portare una coppia di quel molesto animaletto noto come ZANZARA, oggi grazie alle meraviglie della globalizzazione disponibile anche nella sua variante esotica: la zanzara tigre.

Altrimenti noè era proprio rincoglionito... (già sappiamo dalla bibbia che aveva problemi con l'acool come un certo bush).

chi non abita nella ridente ed umida pianura bagnata dal grande dio fiume d'italia, il po (si vabbè gli altri hanno il nilo, noi accontentiamoci) non può capire come tutto il mio animalismo vada a farsi benedire di fronte a questa bestia... la mia missione è eliminarle dai paraggi, con ritrovati tecnologici quali il macchinino ad ultrasuoni, o con mezzi molto + primitivi ma sempre validi come l'arma letale detta dai non esperti CIABATTA! ebbene sì, ho un discreto numero di zanzaricidi sulla coscienza. posso dire che ho le mani sporche di sangue...
Per citare Will: "queste mie mani non saranno mai nette?".

Proseguendo con la rubrica: "cosa ho letto" e sempre in tema di animali , un'esperienza inconsueta, gli umani visti con gli occhi di un gregge di simpatiche pecorelle... (beeeee), che a modo loro sono anche detective, un romanzo di Leonie Swann dal titolo GLENKILL.
Niente male, nonostante il ritmo inevitabilmente un po' lento, un'esperienza di straniamento, nel senso brechtiano del termine, of course... un po' ricorda le petit prince, per la disarmante ovvia verità di certi commenti delle pecorelle che naturalmente non sanno cosa sia l'ipocrisia.
poichè l'idea è originale e il libro mi ha abbastanza convinto, ho scelto questo tra le letture recenti, chissà se l'ho letto solo io? parlandone in giro non lo conosceva nessuno. Ma forse leggo solo io ed è inutile che ne parli no?